Aquileia, fondata dai Romani come base di spedizioni contro irrequieti vicini e avamposto per ulteriori conquiste, diventa in età cristiana centro di irradiazione missionaria e di organizzazione ecclesiastica: al dominio dell'arma subentra quello dell'anima, alla città romana segue la città cristiana che ancora vive nelle creazioni imponenti della basilica e del campanile, evocatrici del suo grande patriarcato e insieme delle lontane origini della sua fede. La varia composizione della società aquileiese ci è documentata dal ricco materiale epigrafico a disposizione, da cui appare che "questo emporio commerciale fu in Italia il crogiolo più ardente dove le razze più lontane dell'impero si fusero in ardore di vita e di opere".

181 a. C.
Fondazione della città di Aquileia (nacque come colonia di diritto latino).
89 a.C.
Da Colonia fu trasformata in Municipium; più tardi, sotto l'Impero di Augusto, fu costituita Capitale della X regione "Venetia ed Histria".
313 d.C.
Il Costitutum Costantini diede la possibilità di professare apertamente la propria fede (Le Quattro vergini ed i Santi Ermagora e Fortunato) ed il vescovo Teodoro volle la fondazione dei primi edifici religiosi.
361 d.C.
Aquileia fu assediata dalle truppe di Giuliano L'Apostata, che deviarono il corso del fiume Natissa facendo decadere l'importanza del porto cittadino a vantaggio del porto della vicina Grado.
452 d.C.
Attila distrusse tutto ciò che trovò; la popolazione fuggi verso Grado e verso la Laguna.
VI secolo
Fondazione di un nuovo regno in seguito alla calata dei Longobardi. Il Friuli fu costituito a ducato e la capitale fu posta a Forum Iulii: Aquileia perse così l'antica dignità di cuore politico amministrativo della regione, rimanendo sede Patriarcale scismatica, in concorrenza con la nuova sede vescovile di Grado. Solo nel 699 d.C. viene attribuita al Patriarca di Aquileia l'autorità sui territori de terraferma, mentre il vescovo di Grado mantenne la potestà sulle isole.
IX-XI secolo
Aquileia abbandonata dai Patriarchi che le preferivano, prima Cormòns e poi Cividale, torno a fiorire grazie a Carlo Magno. Il dominio temporale del Patriarca perdurò per secoli ma si scontro con la crescente autorità della Repubblica di Venezia, che determinò nel 1420 la fine del governo Patriarcale. Da questo momento Aquileia conobbe una progressiva decadenza, regredendo a semplice borgo agricolo.